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Amore 5 maggio 2014 · lettura 3 min · 2633 letture

Il Pianoforte

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Come un dolce e seren e ripetuto trillar ansioso e inquieto d’un pianforte, e come ‘l canto d’un storno o d’un liuto che d’in tra’i rami scende e a queste porte, e come quieta bagatella e un muto tetro e cupo silenzio, in questa Sorte mi batte ‘l core che giace perduto in la minore ch’è Vita oppur Morte. Or n’odo appassionato quest’avorio - coda d’un fa e d’un do - e ‘l seguente andante, poco mosso siccome un amatorio pianto alle guance d’un sogno danzante, e sento andar febbrilmente ed ustorio un bel fugato che spazia ansimante; e come un adamante mi brilla ascoso in un mellifluo ardore che nemmen so io se sia quiete, o sia Amore! Dolci risonano le note, e alcune al pentagramma in requie danzano come le Lune di sfera in fiamma, altre son rapide come i singulti muti e funesti d’un cor che spasima presso gl’inulti incubi mesti, come ‘l terribile Destin che torna: chiede ‘l martiro, l’ischerno, l’anima, di beffe adorna ogni sospiro, come un immobile Genio di guerra che chiede ‘l sangue a quest’incognita bugiarda terra, a lui che langue. L’avorio lagnasi a sé m’avvince. Illuso istrione dal Fato orribile, dente di lince fredda canzone. È questo un incubo, pensai finito, il sentìa morto come la musica, credei fuggito. Ecco! è risorto! Vane le suppliche, le preci indarne! Al limitare d’un soglio angelico, in spirto e carne presso l’altare, come se ‘l Dèmone si finga Iddio - eterno inganno - come un diabolico strozzato addio colmo di danno, qual se cherùbica sia Provvidenza! Forse ne fia, forse è quest’Erebo, cieca demenza che vola via; e queste musiche gridanmi al core vane parole d’un Ciel che straziami; e m’è l’Amore morente Sole. Piagne e allegra e serena questa corda come ‘l fa diesis d’un cor che rinnega se istesso e l’orbe inquieta, e vola e assorda l’unite man d’un martire che prega, e queste note pie che vanno in orda a rammentar che al Destin ci si piega gridano in furia; ed un cor si ricorda che Iddio la Pace e ‘l bacio ognor gli nega. Allor m’è insano e folle ‘l la minore, e scapigliato dal sogno mi desto, e l’Infinito ripete ‘l dolore del qual crudele e ansioso sempre vesto, e l’Eliconia istessa quieta muore sul core mio tombal, sconfitto e mesto. Oh vivere funesto! Dimenticate orsù l’adulterino, vittima impura d’un brutal Destino!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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