Baciami
Giovanna Politi
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Bacia la mie labbra
come fossero petali di rosa fresca schiusi all’aurora
bagnati di rugiada per potersi dissetare.
Poi baciami le mani
come fossero steli di calle bianche
chiuse a contenere il pistillo dello stesso fiore,
fa che sia un gesto divino, d’amore.
Baciami gli occhi quando sono ancora chiusi
come d’inverno i ciclamini,
baciali senza sfiorarli
senza toccare,
così che al buio io non possa vedere
ma possa solo immaginare.
E i piedi baciami
come faresti con le dalie più rare,
fallo a lungo
e che ci sia desiderio,
perché da te furono proprio loro a volermi portare,
anche contro il mio volere
contro il sacro ragionare,
loro mi chiesero di andare.
Poi baciami ancora,
baciami intensamente
fa che sia lieve,
ma che di te non mi liberi la mente.
Bacia il mio cuore,
non fargli male
sfioralo appena
fallo cantare.
Baciami l'anima
non la turbare,
e fa che rimanga in me
il solo desiderio incontrollato
di volerti ancora baciare.
©
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L'autore
Giovanna Politi
Giovanna Politi è una scrittrice e poetessa leccese, dopo la maturità classica si trasferisce a Firenze (all'ombra del campanile di Giotto) per intraprendere gli studi giuridici. Sin dall'adolescenza convive con il sacro demone della scrittura. Ama la poesia, la sente, la vive, la scrive; adora D'Annunzio, Ungaretti e
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