Anche il GATTO NERO si ribella
Sono solo un gatto nero
e mi piace andare a spasso,
ma non posso attraversare
per le strade cittadine,
perché il traffico si blocca
e un po’ tutti i conducenti,
con le loro fissazioni,
s’accarezzano i coglioni!
Io li vedo e mi dispiace
che per colpa di qualcuno
s’è creata la leggenda
che incontrando un gatto nero
si va dritti al cimitero!
Tutto ciò è superstizione
ed è l’uomo un gran ‘fifone’
perché, poi, gli dà ragione!
Nero o bianco, bianco o nero,
il colore della pelle
è una pàtina esteriore
e ogni gatto nel suo cuore
accarezza il desiderio
di mangiare tutti i giorni
e di stare in un ambiente
col calore della gente.
Ma, purtroppo, il gatto nero
è sinonimo di “sfiga”
ed allora con violenza
lo si manda a “quel paese”,
questa stupida credenza
mi procura dei problemi
e la colpa è solamente
degli uomini un po’ scemi!
L’altro giorno, in un cortile,
ho salvato una bambina
da un randagio incollerito
e l’ho fatto scappar via!
...Per la vita di noi gatti,
dalla pelle tutta nera,
con gli uomini fissati,
il rispetto è una chimera!
Chiedo solo che la gente
abbia un animo leggero,
sia davvero più indulgente
verso il gatto tutto nero,
...perch’è solo un animale
che desidera mangiare,
con affetto solidale,
nell'ambiente familiare!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Antonio Terracciano7 maggio 2014
Con questi scorrevolissimi ottonari, il poeta insorge contro il razzismo verso i gatti neri, visto come metafora, forse, del razzismo tra uomini di diverso colore, ancora più deprecabile, perché almeno, per i gatti neri, pare che ci sia un motivo anticamente piuttosto valido: attraversando una strada buia di notte, il gatto nero non si vede, e può farci inciampare e cadere...