La mia sveglia

Ancora a letto me ne sto,
L’alba già da un pezzo attende.
La mia mano penzoloni
Resta immobile nel vuoto
E la agito ogni tanto
Per svegliarla dal torpore.
Mi fa dolce compagnia
Quel Morfeo che fa dormire
Intanto l’alba è già cresciuta
E la chiamano mattino.
Spreca invano il fiato mamma
Con elenchi di minacce
Perché apro a stento un occhio
E continuo a sonnecchiare.
Sento odor di caffellatte
E di pane ancora caldo
Ma a quest’ora non ho fame
Perché mai dovrei mangiare?
Preferisco le coperte
A cornetti e cereali!
Oh Morfeo, Morfeo mio caro
Qui ci voglion separare
E qualcosa infin mi dice
Che mi devo proprio alzare.
Sento infatti all'improvviso
Un freddo gelido posarsi
Senza le mie coltri candide
Che la mamma mi ha strappato.
Uno sguardo alla sveglietta
Che impaurita segna l’ora
Ed ha ragione di tremare
Perché vola sul sofà.
Accidenti quant'è tardi,
Vedo il sole bello e gaio
Dove pur c’era la luna.
Tutta colpa della sveglia
Che cammina troppo in fretta.
Ben le sta la punizione
Che le ho inflitto anche stamane
Ma bisogna tuttavia dare inizio all'inventario.
Dove trovo la maglietta?
Dove stanno i pantaloni?
Quello in fondo sarà un calzino
E il compagno dove sta?
Mamma vieni è troppo tardi
Solo tu mi puoi aiutare
E col tocco di una fata
Mi sistema in un baleno.
Mamma cara quanto t’amo
Anche quando mi sculacci
Perché so che nel tuo cuore
Piangi tanto quand'io soffro.
©
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Commenti (2)
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Donato Leo10 maggio 2014
In questa poesia ci sono tante azioni che si compiono proprio quando il letto non si vuol lasciare. L'intervento materno ti fa sollevare.
Pasquale Farallo6 giugno 2015
Simpatica filastrocca pensata e redatta con la mente di un bambino, e pertanto leggera ed arguta, come il sentire di un bambino

