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Ribellione 11 maggio 2014 · lettura 1 min · 2788 letture

Sono morto ribelle - Il canto del cigno

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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nascere nero e crescere fino a imbiancare respirando l'aurora - il cigno si ribella per cantare ancora sono nato e cresciuto ed ho vissuto... ed ho vissuto - dico - e sviluppando ancora e ancora avviluppandomi e tanto alacremente da morire stremato - ma ho stampato su marmo i miei comandamenti.
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Con questa vi saluto... chiudo la mia parentesi... anzi no, non prima d'aver postato un'altra. Come disse Bukowski:"sono stato un bluff letterario...". "Nemmeno tanto letterario..." (aggiungo io)

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Duilio Martino
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Commenti (4)

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Paola Piccolo11 maggio 2014

Grande Duilio "chi non ha paura di morire, muore una volta sola" (è una citazione tornatami molto utile in certi momenti di scoramento).E ti sento vivo al punto di toccare la tua energia e il tuo coraggio. Tu scrivi per te e te soltanto...è questo che fa la differenza.

Azar Rudif11 maggio 2014

Le parentesi servono a identificare un inciso all'interno di un discorso. Nella vita hanno lo stesso significato ed il discorso continua. Si tratta di una spiegazione, di una precisazione, di qualcosa in più al nostro discorso e che da il senso preciso del nostro dire e del nostro vivere. E' una parentesi, è vero, anzi sono due (aperta e chiusa), ma sono il senso interno e ultimo, ripeto, del discorso e del vivere.

Angela Fragiacomo11 maggio 2014

"poiché perdete ancora un Cigno, la distesa d'acqua si fa d'ombre - neppure la notte neppure un silenzio interrotto vi appartengono più" un passaggio è orma nella terra le gambe già avanti...

poeta per te zaza11 maggio 2014

L'ultima poesia, e se è vero che perdita per il sito, di uno dei migliori autori, un raro cigno fra tanti anatroccoli mai cresciuti. Lui ha vissuto veramente la sua poesia, e crescendo l'ha sviluppata alacremente, con maestria. Ci lasci almeno le sue opere, a chi fra noi ama la vera bella poesia, e ci ripensi, perché è meglio dare emozioni a pochi che lasciare anche a questi la polvere negli occhi che abbacina troppi qui.