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Fantasia 15 maggio 2014 · lettura 2 min · 1713 letture

L a prossima Luna. (Storie di due barboni Diogene e Gastone)

lucio lucentini 219 poesie pubblicate
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Barboni andate via sporcate, qui non avete il peso del buon senso e sputando per terra neanche brontolate. Cosa gli avrò mai detto di tanto grave parlando piano pianino chiese senza aspettar risposta Gastone al compare. Ho chiesto solo del vino e sogliole a colazione, ma l’ironia non ha capito, l’amico- Il fatto è che sei impresentabile appunto, odori di stagione, barbone. - Me lo dicono tutti, ma non rido, fa caldo qui sotto, togliti il cappotto- Nel nostro caso Diogene quello vero avrebbe detto un tocco, uno strato vellutato con scorze d’aceto. La Prossima Luna sarà un bar con l’insegna d’oro e una puttana col bel viso, ha del buon vino che è un vero Paradiso. Questa volta disse Gastone, invece difficile sarà entrare e non pagare, come se fosse facile vivere. (Diogene) Non ci sono mai stato in Paradiso, spero abbiano una sedia del buon vino ed un sorriso. - Andiamo Padreterno profondo e tondo come il mondo, come la mattina che già ci gira intorno. Mi chiedo cosa abbiamo in comune noi due oltre un bastone, la cacca, il futuro di ossa malandate e il vino, forse solo nella vita la sopportazione. Vedi che hai imparato! La strada Gastone è filosofia, pezzi di vetro di tante bottiglie rotte in cui ci si riflette. - Andiamo.
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Vi propongo una storiella di città, falsa poesia forse (in stile Benni che spero non me ne voglia), leggera, ironica, surreale, che mi ha divertito molto scrivere nella pura fantasia. ogni riferimento è...puramente casuale.

L'autore
lucio lucentini

Leggere è un piacere che arricchisce il pensiero, scrivere è la capacità di farlo rivivere e vedere ; l’invisibile mano che detta la mente, che componga o giri la ruota di un vecchio proiettore non fa differenza, la sala è buia e silenziosa per quando il film appare sullo schermo allo spettatore in attesa di far pa

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Commenti (4)

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Pino Tantari15 maggio 2014

Le tante verità, sono luccichii su cocci e frantumi di vetri. Evochi belle immagini.

Francesco Rossi16 maggio 2014

Una vena poetica ironica che si pregia di un verseggiare di consapevolezza.

Annamaria Barone17 maggio 2014

il paradiso di un barbone e quei cocci di bottiglia a riflettere la luna, bella poesia! Gustata con lo stesso piacere con il quale presumo sia stata scritta

J
Joel22 maggio 2014

Ciò che indica il modo di pensare e quello di vivere sono i bisogni ed anche il modo di guardare il presente senza la fretta del tempo, senza l’assillo continuo della considerazione ad ogni costo ma con occhi più attenti al rispetto della vita altrui. Una forma poetica notevole vestita da moderna favola i cui personaggi non sono eroi ma vivono di luce propria. Complimenti.