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Donne 17 maggio 2014 · lettura 1 min · 3244 letture

Dal ramo più alto

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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poteva vedere, leggere i minuscoli gesti di sua madre l'ampia gonna volare la seta macchiarsi d'erba lumache, con la punta del dito a coprire lo sguardo metterle in salvo; dove il fischio dei treni dilegua poteva pensare come civetta girare la testa solo schegge cadevano giù orina e legna - poteva dormire sulla schiena agiarsi come agitarsi, nei cerchi del tronco ridere del piccolo ragno smettere smettere qualsiasi cosa viva le si infilasse dentro da ogni buco
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (4)

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Duilio Martino17 maggio 2014

Non so, ma mi fa pensare alla possibilità e capacità che si ha di leggere gli eventi... l'analisi... e quindi la possibilità di scegliere... mi fa pensare al libero arbitrio... ed ai percorsi, a volte, sbagliati... Sapessi quante strade sbagliate ho imboccato anch'io... sarebbe meglio agitarsi nei cerchi del tronco... che sono tanti ... ma mai abbastanza per da farci fare scelte assennate... Mi fa riflettere questa tua... e molto! Molto ma molto bella... complimenti!

Annamaria Barone17 maggio 2014

ho pensato ad una favola, di quelle nelle quali la protagonista parla agli insetti ed alle cose, dove non ci sono confini tra le dita ed il tronco, tra la pelle ed il vento, tra la gonna e la paglia, sì ho pensato ad una favola dobe le risposte e gli arcani sono tutti lì, spiegatal vento

Paola Galli17 maggio 2014

a me fa pensare alla violenza, quella a spese ancora delle donne, quella dove si muore ed invece si potrebbe vivere, guardando ancora la vita dall'alto, odorando l'erba e riparandosi attaccata al tronco, dalle intemperie, dalla crudeltà, dalla bestialità che toglie il libero arbitrio!

Elle19 maggio 2014

Ognuno di noi credo abbia un albero su cui rifugiarsi o attraverso il quale cercare la migliore visuale quando camminando a terra non si riesce a cogliere ciò che dall'alto appare diversamente. Siamo mondo nel mondo, microscopici piccoli universi che si muovono orbitando... Tutto e niente, eppure, il nostro movimento, apparentemente inconsistente, è vita vera che radica. Tutto ciò che passa lascia il suo segno, nel legno un cerchio, su quel legno che ci permette di germogliare, "sul ramo"... Dalle piccole alle grandi cose "siamo"...