Dal ramo più alto
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
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Non so, ma mi fa pensare alla possibilità e capacità che si ha di leggere gli eventi... l'analisi... e quindi la possibilità di scegliere... mi fa pensare al libero arbitrio... ed ai percorsi, a volte, sbagliati... Sapessi quante strade sbagliate ho imboccato anch'io... sarebbe meglio agitarsi nei cerchi del tronco... che sono tanti ... ma mai abbastanza per da farci fare scelte assennate... Mi fa riflettere questa tua... e molto! Molto ma molto bella... complimenti!
ho pensato ad una favola, di quelle nelle quali la protagonista parla agli insetti ed alle cose, dove non ci sono confini tra le dita ed il tronco, tra la pelle ed il vento, tra la gonna e la paglia, sì ho pensato ad una favola dobe le risposte e gli arcani sono tutti lì, spiegatal vento
a me fa pensare alla violenza, quella a spese ancora delle donne, quella dove si muore ed invece si potrebbe vivere, guardando ancora la vita dall'alto, odorando l'erba e riparandosi attaccata al tronco, dalle intemperie, dalla crudeltà, dalla bestialità che toglie il libero arbitrio!
Ognuno di noi credo abbia un albero su cui rifugiarsi o attraverso il quale cercare la migliore visuale quando camminando a terra non si riesce a cogliere ciò che dall'alto appare diversamente. Siamo mondo nel mondo, microscopici piccoli universi che si muovono orbitando... Tutto e niente, eppure, il nostro movimento, apparentemente inconsistente, è vita vera che radica. Tutto ciò che passa lascia il suo segno, nel legno un cerchio, su quel legno che ci permette di germogliare, "sul ramo"... Dalle piccole alle grandi cose "siamo"...




