Ritratto
Sempre inevitabilmente
si ferma il mio sguardo sul tuo ritratto,
sulla tua fotografia
sul tuo viso scalfito dal vento
pervaso da immagini occulte,
enigmi del tuo essere di donna.
Danze d’ombre
solcano i tuoi occhi miti
cadenzando nenie d’illusioni trafitte,
oggi amare spine nel cuore.
Affiora, da questi colori tenui,
il malinconico fiato
emergente da sospiri grevi
che falciano l’anima,
e risvegliano fremiti smarriti.
Il tempo brucia traguardi
e come rudere corroso
l’esistenza si adagia
nell’ombra di un fosco declino,
e aleggia sul tuo viso
l’anelito fuggente di giovinezza andata.
Sempre inevitabilmente
si ferma il mio sguardo sul tuo ritratto
sulla tua fotografia
mi specchio nei tuoi sentimenti
cogliendo palpabili emozioni
di parallele simbiosi,
entrambe recepiamo l’eco dei ricordi
che come il mare mai tace.
©
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Commenti (1)
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Mario Bugli28 maggio 2007
Intensa poesia di cui il ritratto è solo il motore di ricerca di un tempo perduto... molto bella!
