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Famiglia 21 maggio 2014 · lettura 1 min · 2374 letture

Qualcuno di voi

Nadia Mazzocco 354 poesie pubblicate
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Qualcuno di voi ... qualcuno di voi ha mai provato il dolore che si sente mentre si svuota la propria casa Avete mai provato la pena ... lo smarrimento del cuore mentre mano a mano che si liberano le stanze si cancellano anni ed anni di ricordi Qualcuno di voi sa di cosa sto parlando Avete mai vegliato per l'ultima notte la vostra casa vuota Ne avete ascoltato il mortale silenzio e poi con le prime luci dell'alba chiuso per l'ultima volta quella porta lasciando alle vostre spalle metà della vostra vita...
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"nella vita di ciascuno di noi c'è sempre una Vecchia Casa. La mia non esiste più. Per oltre cent'anni, le sue quattro pareti cieche ... hanno difeso dal freddo e dalla pioggia chi ci viveva. [...] Tra le tegole si vedevano le stelle e il chiaro di luna passeggiava per casa tutta la notte, silenzioso come una pacifica anima dell'altro mondo che avesse conservato un buon ricordo di questo [...] La casa dunque non esiste più." José Saramago . Grazie infinite per leggermi. Questa Poesia è del 29 febbraio 2008. Immagine: Berndnaut Smilde

L'autore
Nadia Mazzocco

La diffusione della poesia per me è importante ,anche se sono solo una piccola goccia in un mare di Poeti che contribuiscono a dare vitalità nuova alla Poesia.

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Commenti (10)

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Anna Piccirillo ov21 maggio 2014

Non riesco ad immaginare quale possa essere la causa di una esperienza così traumatica... ma l'angoscia di tagliare una parte della propria vita è resa molto bene ed emoziona il lettore fino al coinvolgimento... è una buona composizione!

Berta Biagini22 maggio 2014

Purtroppo comprendo benissimo quanto l’autrice sente – sembra che ci strappino via la pelle – lancinante il dolore, non si può scordare. Sentitissima. Un grido disperato questi versi.

carla composto22 maggio 2014

conosco bene questa sensazione di vuoto di dolore che spesso si ripresenta nella vita... il vedere una porta che pian piano si chiude con occhi di bimba non capendo il motivo, seguire sino all'ultimo spiraglio di luce... sono tornata indietro bellissimi versi ...un inchino a questa splendida lirica

Alberto De Matteis22 maggio 2014

Dolore, pena e tanta voglia di silenzio, quando una casa rimane vuota; ed è un vuoto che ti porti dentro per molto tempo, per tutta la vita. Una lirica molto apprezzata per il suo contenuto fatto di tanti cari ricordi.

R
Rosafio Giancarlo23 maggio 2014

Una sensazione di azzeramento del tempo. Come quasi nulla fosse accaduto, una casa vuota, sprigiona voci che stenti a riconoscere, come ostili, e i ricordi non hanno pace senza un quadro nello spazio e scappano via e tu con loro ad inseguirli in un altro tempo in un altro spazio. Versi come sempre improntati dall'autrice alla solidale comprensione di ogni vuoto e sofferenza senza alibi per la retorica. Poesia delle intime e vere emozioni. POESIA.

Anna6223 maggio 2014

Come non sentire tutto il dolore che c'è dentro questi versi e farlo anche mio, perché so cosa significhi lasciare una casa, più di una, per la verità. E la casa non è fatta solo di muri, ma di vite e respiri, di tavole apparecchiate, di sedie vuote... di speranze e sogni condivisi... di sacrifici e sudori, di gioie, anche. Nessun compiacimento in questi versi offerti al lettore con l'anima nuda.

Ventola raffaele25 maggio 2014

È palpabile il dolore e l'angoscia descritti in questi versi cosí belli quanto tristi. Ti rimane un po' dentro quel vuoto. molto sentita.

Enrico Baiocchi13 giugno 2014

Sembra solo un altro passaggio ad un bivio, magari per rinnovarsi, ma è come perdere sotto un cumulo di cenere anni di emozioni, il contenitore dei sentimenti frantumato in milioni di piccolissime scaglie spazzate via da un tornado, la consapevolezza che nel chiudere quella porta si cancellano sorrisi e lacrime, una tela che abbiamo dipinto insieme alle persone care.

Umberto De Vita15 giugno 2014

Una poesia malinconica ma carica di significati e dolcezze. Bellissima

Matilde Marcuzzo15 giugno 2014

, un piacere leggere anche te, intensamente aspirata questa lettura come una nostalgica visione che riporta ai baci, agli addii, alle partenze, al ricomincio da zero, ad un triste epitaffio di rinuncia, ma allo stesso tempo ad una trasmissione di nuovo inizio. brava.