La riconoscenza
Io nu’ pensier mò ce l’aggia fà
pe stu’ dottore maggio d’ ‘ssubbreggà
” nù quadro n’cap ‘o lietto..
nù bell braccialetto..
na catenella r’oro..
o zucchero e cafè cu’ na ruzzina r’ovo”
l’azione ca m’ha fatto nù tene paragone
nù tene ricompensa...
e penso nu’ mumento
a vita che è na’ rota... sicuro.. gira e vota
e mi verrà la nota pe na bella serenata.
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L'autore
Apache
Vicina da sempre a tutto ciò che è sentimento, trova un rifugio e una forma di appagamento interiore nel tradurre le proprie emozioni attraverso la scrittura.
Commenti (2)
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Giovanni Monopoli29 maggio 2007
come sempre la napolinalità esplode in tutta la sua bellezza
L
Landido29 maggio 2007
Un bel titolo per una poesia altrettanto bella. Argomento trattato solo apparentemente in maniera scherzosa. Il vernacolo le conferisce un tono allegro ma la riconoscenza, di cui parli, è oramai un segno del saper vivere in via di estinzione e ci si dimentica che ”a vita che è na’ rota”.

