In fondo
Scorre tra scaglie e schegge,
chiodi di ruggine e lo scrosciare delle mucose
la mia pelle lacera, ché non si libera
della fatica organica del vivere
del corpo liso dal passare di mille e un'anima.
È lì, sul fondo del fiume
senza la forza di risalire la corrente
né si spinge a galla - un rimuginare tra i ciottoli,
s'è perso anche il viscido strisciare
nelle pozze luride.
Se passando cerchi monete d'oro
scansami pure più in là
tra la sabbia e l'argilla nella secca.
Se cerchi sorgenti di acqua limpida
calpestami nel sentiero dei dannati
emersi dopo anni luce
dal buio dei fondali oceanici.
Caronte non ti dirà mai che l'amore
si nasconde tra i sassi del quotidiano vivere,
tra il chiedersi se mai ci sarà una fine
e lo smettere di porsi domande.
Se cerchi trovi e cadi solo attraversando
il sudicio ponte delle verità.
©
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L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
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