Quiete e tempesta
Maurizio Melandri
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Nasce nella quiete
il seme della tempesta
come dai tuoi fianchi morbidi
il calor bianco dei sensi
Soavemente s'apre
il Cancello di giada
pregno d'umori e profumi esotici
ondeggiando al desiderio
s'avviluppa al frondoso ramo
fremono le labbra
Quanto languore
sospira la bocca
tra l'invito morbido
dei tuoi capezzoli
e lo splendore
del tuo delta di seta
E quanta appassionata dedizione
nel godere a spegnere
il fuoco vivo
che dai tuoi piedi
fino alla testa sale.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (2)
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hy ju24 maggio 2014
non è da tutti scrivere di nuvole e pioggia in modo raffinato e coinvolgente, come fai tu
Carla Colombo24 maggio 2014
Sensualissima poesia, esplicita nel suo dire tutto senza pudore ma velandolo di raffinata delicatezza, e la chiusa rende molto ma molto bene l'idea...

