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Riflessioni 25 maggio 2014 · lettura 1 min · 1743 letture

Esploro il vuoto

omissam 412 poesie pubblicate
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Vuoto si riempe col nulla... fagocito il suo fluire inconcludente con solerzia astratta ondivaga mi nutro del suo nodoso aspetto quasi ne aspettassi il compimento ne sono attratto il niente da colmare favilla le mie latitudini atemporali nessun minuto finisce solo un susseguirsi d'istanti percettibili -il tempo non trova modo d'esaurirsi- di fatalità inconsapevoli del loro stesso effetto ombrosi marchingegni parvenze vitali di non vita sentieri a ritroso verso il duello cerebrale pensare quindi rassicurarsi sulla pochezza propria far finta di farlo illudendosi così che ogni respiro regoli il successivo... di notte specialmente quando soleggia deambulo ma criminalmente conscio immergo il vuoto lunare che è in me dipingendolo con quello degli altri... vuoto più vuoto da un soprabito attendibile VANITAS VANITATUM
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (4)

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hy ju25 maggio 2014

Il vuoto presuppone il pieno. Il nulla presuppone l'essere. Sono concetti che hanno senso solo se in una dialettica. Chi pensa al nulla se non un essere? XD

carla composto25 maggio 2014

ci potrebbero essere varie interpretazioni una riguarda la pittura la parola "vanitas" indica la caducità del tutto, molti artisti si sono cimentati in opere darte di questo genere credo anche il Guercino, de Pereda, forse il Caravaggio. poi aggiungo Vanitatum... vanitas vanitatum un sentirsi, pur conoscendo i propri limiti, al di sopra di tutto ...tutto é vanità...versi sempre belli che fanno riflettere...

Francesco Rossi25 maggio 2014

Io la vedo come una concezione filosofica presentata in versi, nel contenuto mi addentro dentro a quel vuoto con l'animo proteso a colmarlo.

Massimiliano Moresco25 maggio 2014

Vuoto più vuoto... sembrerebbe quasi una presa di coscienza che il mondo che ci circonda, in special modo le costruzioni logiche umane, sian una mera interpretazione. Tutte le nostre sicurezze su cui si basa l'occidente infatti, la logica, la parola, la scienza stessa di conseguenza, siano prive di fondamento e lo stesso tempo in cui siamo immersi nella sua presunta linearità, non sia in realtà una continua ripetizione di eventi sempre uguali a se stessi. È certamente una presa di coscienza amara, tragica se vogliamo, ma necessaria forse per non essere più gli immeritati e autoproclamati protagonisti della realtà nel quale ci troviamo.