Tristia - La Morte d'uno Scaldo
Massimiliano Zaino
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Era bianca la Luna, e in questa terra
urlò ferina e bieca un’empia guerra,
e l’orba Notte si tinse d’eccidi
a’ questi lidi.
Folle e irato e funesto stava un scaldo,
e in man tenea la scure, e l’occhio baldo
ne tenne, e l’arpa appesa in sull’ischiena
dorata e amena.
Ei pugnava, e fatal lo colse un dardo,
trafitto ‘l core, n’avea smorto ‘l guardo,
e cadde a un fior di questo fiordo insano,
al suol la mano;
e allor lasciò cader l’acciaro vinto,
morente prese l’arpa e per istinto
l’ansie corde sonò e una nenia antica
all’aura aprìca.
Come un cigno che muore poscia ‘l canto,
s’addormentava in sul regal suo manto,
e l’egre dita stavan sulla lira,
legno di pira;
e ‘l prode labbro tristo giacea e aperto,
onde fuggìa lo spirto con un serto,
e in sur d’un monte, per lui a poco a poco
lampeggiò ‘l foco.
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
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Azar Rudif25 maggio 2014
Uno stile musicale e che suona d'antico per una storia che viene dalle storie dell'uomo. Una vita gloriosa cantata alla maniera dei bardi che termina con il giusto riconoscimento d'essere reso come cenere ed aria per tornare alla terra ed al cielo.

