Edificio
Francesco Cavallari
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Ognora che adocchio
il rifugio di campagna,
i ricordi d’infanzia inondano
i miei occhi senza posa.
Il terreno spianato
nel colle verdeggiante,
ora l’edificio, frutto di sacrificio
e al contempo beato presente.
Dalle mura salde
le invisibili fondamenta
richiamano la sua luce
che diffonde nell’anima salvifica.
Ora salgo in alto
alla veduta del bel paesaggio,
ammiro quest’amplesso tra cielo e terra
a misura della potenza della propria fede.
©
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L'autore
Francesco Cavallari
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