Timore
Non arriva
per minaccia:
mani grandi
potrebbero
difendersi,
attaccando
o ancor meglio
tacendo.
Filo precario
che ti fa timore
non poter continuare
perché finisce
la vita di un mestiere,
un rettangolo d'amici.
Resterebbe l'amore
ma è eterno in testa.
Un cuor che batte sempre
resta solo un ideale
che dura
per una decisione
che non siamo noi.
E mi ritorni in mente,
una giovinezza che mai
tu hai bloccato,
unica lezione
che non ho mai imparato.
Prometti
d'insegnarmela
al momento
stabilito.
©
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L'autore
Antonio Garganese
Nella poesia cerco l'imponderabile che i numeri della mia professione di contabile non possono dare. La possibilità di esprimere compiutamente una sensazione. Si avvicina alla gioia di una vittoria sportiva, tante volte provata nella mia seconda attività di segretario calcistico. Ma è differente. Emozione pura, da rega
Commenti (1)
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carla composto3 giugno 2014
sicuamente te la insegnerà...nel momento stabilito... la precarietà non si uò combattere con forti mani... ecco perché nasce questo timore ...versi incisivi che portano a riflessione che fanno pensare a cosa ci sta accadendo... il mio plauso al poeta
