Resta
alias Marina Pacifici
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Resta.
L'immagine sbiadisce nel sogno sullo sfondo,
ombra viva di rimpianto,
ed ecco giunge l'alba e nel risveglio sprofondo
in un abisso di amarezza e solitudine,
mentre il cielo si colora di amaranto.
Resta.
E nel palpito di un ricordo
oltre un fremito d' inquietudine,
fra i petali della memoria ti ho di nuovo accanto,
chiudendo gli occhi fra la rugiada del mio pianto...
Col sesto senso dell'amore
che trionfa sulla morte e l'abbandono
e trova luce balenante nella tenebra del dolore,
nell'abbraccio paterno del perdono.
Resta.
E la tua voce è canto, mano protesa e carezza di colore,
la musica che strugge e vola lontana,
come si perde a sera fra vacue ore l'oro del giorno
e si va soli,
nell'inverno del disincanto,
verso la notte
col cuore infranto trafitto dal gelo del rimorso
nella sferza della tramontana.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (4)
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Stefano Drakul Canepa1 giugno 2014
magistrale, fra amore e fede, un viaggio nella malinconia di se stessi... bellissima poesia
e
ex Lorenzo Crocetti1 giugno 2014
Ecco un'Autrice che merita veramente di essere seguita, la quale conferma, in questa bellissima e dolorosa lirica, le sue notevoli doti che ad ogni intervento ci dimostra. Una Poesia, la sua, che esce veramente dall'anima e coinvolge irresistibilmente il lettore.
Gianna Occhipinti1 giugno 2014
Dalla sofferenza nascono i fiori più belli; questa lirica mi piace paragonarla ad un fiore che vive un solo giorno, lasciando eterno il suo profumo tra le pareti dell'anima. Complimenti sinceri.
Francesco Rossi1 giugno 2014
Nel palpito di un ricordo nel fremito di un'inquietudine come non riconoscersi in questa condizione esistenziale che la poetessa affronta e sviluppa in versi.



