Brama, rema, ama

La gola del campo non è la sola arsa
che nella storia cade e trema,
la sete ristagna anche nella bocca di chi rema.
C'erano uomini nei porti e barche
coi nomi delle loro donne
nell'estivo galleggiare dei pescherecci
lo slacciarsi del canapo e la libertà
verso una nuova meta.
C'era un uomo che lì non aveva abbandono
non appartenendogli il terreno appaiarsi
bensì la sua ricerca salpava al largo
del tradizionale ballo.
Così - goccia a goccia - nel suo sguardo
l'acqua del mare coglieva la pioggia
in un esile abbraccio
quell'onda non carezzava la terra,
cerulea si faceva cavalcare.
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L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
Commenti (1)
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S
Sanzi2 giugno 2014
...forse gioco di parole o una reminiscenza nel titolo, la poesia continua con le sue allitterazioni, anche, seguendo l'imput del titolo, ora suggestiva (ricrea atmosfere...) ora narrativa, come di una storia al suo interno, e, di fondo, forse il senso di una virtù maschile... queste le mie impressioni; bella
