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Impressioni 2 giugno 2014 · lettura 4 min · 1241 letture

Piccolo Poemetto romantico in Ottave - Notte di Foresta

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Tace ‘l cielo notturno e freme ‘l lupo e la bianca e pallente e chiara Luna col stral ne bagna oscuro un reo dirupo tinto d’arcani e della Notte bruna, e un ramo ignudo che sen geme cupo al cardellino n’è l’orrida cuna, e furioso ne soffia e freddo ‘l vento, d’ossa foriero e d’insano tormento. Come fosse sbiadita un’ombra e fresca, in tra le fronde de’i negri carpini la luce fende e lunare e donnesca e bacia i sonni de’i quieti porcini, e la sua impronta è rosea come pesca, e argentea ai crin de’i concitati pini; e i pipistrelli sen volano a frotte, l’artiglio aguzzo e l’occhio in sulle grotte. Or la bocca spettrale e ‘l mento d’osso di questa Luna ne copre le biade, e ‘l bosco giace in ansia e poi commosso e ‘l silenzio ne copre le contrade, e in sul piede d’un orno geme rosso d’una sbranata lepre ‘l sangue, e cade da un fonte oscuro un fremente ruscello, occhio di Morte, e d’Ecate l’augello. Tra le felci s’aggira un reo bisbiglio, e ‘l predator che attende ivi sussulta, e ‘l tenebrore gli dona un consiglio - nascondersi affamato all’erba occulta - e lì un dormiente e quieto e calmo giglio all’aër cupo - e in sogni! - ne singulta, e pria che l’assassino ascosto veda, lacera muore l’incognita preda. Or la Luna s’asconde, e allor svanisce del ciel notturno e tetro l’alba lampa, e ‘l nembo oscuro e fiero ne confluisce al canto osceno d’una feral zampa, e delle stelle pur ormai perisce la sepolcral, dorata e cara vampa, e come in tomba muore l’orbo cielo, un gufo lagna, terribile velo; e ora ‘l bosco tremante e funerario le pietre e i sterpi copre di licheni, e questi ossami ne son reliquario per color che di Morte i rei veleni hanno bevuto - cianuro e reo bario - co’ denti altrui conficcati a’ lor seni, e qui ‘l cerbiatto ne fia morituro, colto e sorpreso nell’antro, ‘l più oscuro. Presso una quercia sta un bardo e racconta a’ suoi sepolcri del prode la saga, ‘ve ‘l cavaliere morendo tramonta in sul certame che tosto dilaga, e d’Irminsùl la fiamma, e ‘l legno e l’onta, e delle terre la Morte assai vaga, e pelle danze s’aggira lo scaldo, errante e ansioso e inquieto, e fiero e baldo; e presso un mur di chiesa una congrega di vecchie donne esulta a un uom che muore, e raccoglie ‘l suo vischio l’empia strega che un filtro brama ordir d’insano Amore, e lungo ‘l Sàbbath Sàtana si piega e alle Sorti ne canta e al sol dolore, e sconsacrata al ciel va la campana, e al vento sona una lagnanza arcana, e ‘l ferro orrendo e schietto e come spada i nembi fende e si protrae all’eco, e di Morte ricopre un’ansia rada sotto ‘l lagnar d’un gufo infame e cieco, e pria che svenga e che sparisca e vada un tiglio irride e ‘l ghigno ne fia bieco, e assorda l’ossa d’un reo cimitero presso gli altar d’un morto monastero. Tra le foglie e le fronde e i bei cipressi, e gli aghi acuti e ignudi degli abeti, e tra’i funghi e i licheni e i cespi spessi e i pioppi bianchi e smorti e gli orni inquieti ne narra ‘l Fato i crimini commessi ai fiorellini che dormono lieti, e va una larva orrenda e vola in sugli alberi freddi, e i spettrali cespugli. Quest’è la Notte d’un’orba foresta, ‘ve ‘l timore ne regna in luce falba, e in cupi istanti giace, e grida questa Natura, e muore una rosella scialba, e in quiete oppur nell’ira di Tempesta qui v’è la Morte e resta in fino all’alba; e pur io che ne sono ‘l gran cantore sento nell’alma un senso di terrore!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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