Partire è una buccia di banana, grossa grassa scivolosa
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (5)
Una lettura interessante dove emerge chiaramente uno stile stilnovista, non si perde di vista l'aspetto poetico ma incide marcatamente con l'interagire della interiorità nella quotidianità.
la penultima strofa... bellissima: Ho scritto mentre dormivi e partivo mentre mangiavi e partivo mentre morivi e partivo mentre morivo e morivi partivi... si legge quel senso di impotenza, la fragilità, l'annientarsi, il consumare, lo sciupare, il dissolvere, il sapore dolce che svanisce di un sogno in corsa
è un'emozione dall'inizio alla fine questa lirica! una musicalità davvero speciale ti prende per mano e ti conduce in mille pieghe dell'anima, a riflettere sul senso delle cose, della vita, delle partenze, delle costrette lontananze! sull'impotenza a volte che inevitabile ci imbriglia senza lasciarci la libertà dell'azione, sciogliendo tutti i freni, volendo, potendo!! mille e mille spunti di riflessione in uno stile inconfondibile e sempre geniale!
Personalmente ho fatto il pienone di ingordigia leggendo questa lirica. Da leggere e rileggere, una metafora sulla vita ed il suo quotidiano in cui penso molti di noi si riconoscono, qui vi leggo attesa, impotenza, la paura (partire mica è semplice) e tutte le sfumature che ci fanno salire la bile, e poi, questi scivoloni, oh ma quanti, ieri, oggi, e domani, eppure ci si rialza e si avanza nonostante gli "ematomi doloranti"...imparando a zigzagare a tempo di record. Poesia che porto via nel cuore perché leggendola l'ho percepita come mia... pure le bucce di banana.
piacevolmente diversa dal tuo solito più diretta, molto dura in alcuni punti. mantiene un buon ritmo fino in chiusa.





