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Riflessioni 3 giugno 2014 · lettura 1 min · 2148 letture

Utile consiglio a un poeta esordiente

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Oh tu, nuovo poeta che t’appresti a pubblicare qualche tua poesia, accertati, scegliendo quella via, che alla lettura pubblica si presti: per esserne sicuro a sufficienza, occorre che ritorni a te alla mente frequentemente, vivida e imponente, che manifesti forte la presenza! Ed è ancor meglio (accade, bene o male) se sembra la poesia scritta da un altro, e non più tua: pensare puoi senz’altro che possa aver valore universale! Allora, superate queste prove, la tua poesia può correre nel mondo ed installarsi in modo assai profondo nel cuore del lettor, vivere altrove!
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Non intendo certo consigliare i tanti poeti più bravi ed esperti di me, ma soltanto alcuni eventuali esordienti indecisi se pubblicare o meno. A me accade ciò che ho esposto nella poesia, ed è questo il consiglio che mi sarebbe piaciuto ricevere da giovane.

A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (5)

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elena rapisa3 giugno 2014

Sai a me capita alle volte che rileggendo dei miei versi mi sorga spontanea la domanda: " Ma l'ho scritta proprio io? E come ho fatto!" Forse è ciò che intendi? Una perla da aggiungere alle altre...

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sergio garbellini3 giugno 2014

Una riflessione alquanto fuori dai soliti canoni, infatti si presta a guisa di consiglio dato da un autore di indubbio valore poetico, versi che entrano nel cuore dei debuttanti che si apprestano ad entrare nel mondo della poesia da presentare ai lettori. Una lirica che rivela anche il cuore dell'autore pieno di considerazione e di paterna protezione. L'eredità poetica che passa di mano in mano, è la legge del tempo e della vita. Ottima esposizone, apprezzata.

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ex Lorenzo Crocetti3 giugno 2014

Amico Terracciano, hai aperto una finestra di soddisfazione e superbia nel cuore di tanti poeti, che te lo dicono anche. Rileggono le loro poesie che ora, sulla base di quello che dici, appaiono ad essi, necessariamente, come scritte da un altro (potenza dell'influenza di un consiglio, per non meglio dire trasporto nell'allucinazione desiderata). E pensano allora (potenza del cervello), sulla base di un assurdo sillogismo aristotelico, che quelle poesie, se non le riconoscono come un tempo scritte da essi stessi, questo significa che le loro liriche hanno valore universale! Attento, Antonio, rischi di creare troppe illusioni, a lungo però ricercate da chi pensa la Poesia abiti nel taschino del suo gilè (pullulano). Cautela è d'obbligo.

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Dorella Dignola3 giugno 2014

Condivido pienamente il contenuto. Io non sono un'esordiente ma le parole lette mi sono di grande aiuto. E' bello essere corretti con simpatica amicizia e verità. Grazie.

antonio alberto fiorino23 novembre 2014

Una bella, utile e ironica composizione che terrò a mente specialmente quando confonderò (magari per distrazione) sonetti con quartine...