Remota

Commenti (5)
...veleggiando sui tetti rossi del mio stupore: ecco, tutto sta nel riuscire a stupirsi ancora, ogni giorno, e in questo caso a stupire con questi versi fantastici
mi scuso con la autrice, ma per quanto mi sforzi nel tentativo di capire non riesco a cogliere il significato della sua deliziosa metafora... come si guarda "in parallela irrecuperabile uno spazio crescente"?
Indubbiamente la tecnica... diciamo poetica dell'ermetismo, permette agli Autori (attenzione, solo dilettanti dell'ermetismo, e quindi non con l'esperienza e capacità dei veri ermetici), di esprimere sulla carta qualsiasi pensiero che passi loro per la mente, con parole che nel loro legamento sembrano dire chissà cosa e che invece dicono ben poco, se non niente, quando vengono valutate con attenzione e ponendo mente al significato. La prima parte della composizione è veramente chiusa ad ogni comprensione, mentre nella seconda parte il pensiero esce dalle nebbie più assolute. e si fa più comprensibile. Fra l'atro consiglio l'A di dare una valutazione più positiva alla grammatica: "rannicchiata A me stessa" (esatto " IN me stessa"). Auguri.
La poesia, in quanto tale, è espressione alta e sottile di dimensioni interiori nell'animo umano. Il pretendere di sottometterla alla semplice comprensione di mente mediocri è pura follia. Testo ricco di immagini e spazio, un dinamico viaggio nella dimensione che l'anima chiede e vuole. La poesia qui diventa un bisogno, un'esigenza. Quasi una protezione. La trovo stupenda in ogni sua parte, soprattutto per le immagini che trasmette. Complimenti!
Mi piacciono molto le immagini che vengono evocate in questa poesia surreale, tovo in particolare le ultime tre strofe veramente belle. La poesia, per come la intendo io, dovrebbe evocare appunto quelle immagini ancestrali che risiedono in noi e tradurle in un linguaggio accessibile ed esteticamente bello. L'apertura all'indicibile, al non detto e al non manifesto, apre nuove realtà e nuovi possibili mondi, coi quali instaurare altri possibili significati all'esistenza. Questa poesia sembra rispondere a questi canoni succitati.



