Estate
Massimiliano Zaino
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Le fiamme scendono
dal cieco Sole,
brucian le paglie
de’i campi ceruli,
vello di viole
fatto di scaglie,
e gridan pallidi
gl’iris d’inchiostro,
e le ninfee
morenti baciano
del corvo ‘l rostro,
ignude Dee,
e come un attimo
d’eterno foco,
come una giostra
di folli pargoli
dell’aure ‘l giuoco
caldo si mostra,
come una bacchide
che ‘l peplo sveste,
al seno spoglia -
ignuda e impùdica -
nelle foreste
sotto una foglia,
come la candida
fresca sua pelle
che s’annerisce,
sfiorito fascino
che l’afa svelle
e che ferisce,
come de’i valichi
de’i foschi fiordi
una Valchiria
che a’ visi nordici
de’i monti sordi
dell’ansia Stiria
è negra d’Africa,
da’i nembi uccisa,
biondi i capelli
si fan di tenebre,
di sangue intrisa
in su’i mantelli.
Regno dell’Erebo,
spenta beltade
l’estate è questa
che in fino all’Ecate
arde contrade,
fiamma in Tempesta,
è un crudo e lugubre
reo mausoleo,
dove la Vita
divien cadavere,
putrido neo,
rosa assopita.
Allor ne’ spasimi
a te mi volgo,
oh fresco verno!
Quanto se’ docile,
quando t’accolgo!
Estate... Inferno!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
Commenti (1)
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M
Marco Della Fiore9 giugno 2014
Si vede il lavoro e la passione per un certo stile. Ma nonostante questo, lo stile eccessivamente vetusto non mi muove al piacere poetico. Insomma la poesia dovrebbe sempre trarre la folgore dell'improvviso e non smuovere la cenere, a mio giudizio. Mia opinione.
