Di sera

Insegnante, curiosa delle cose impossibili. Tutto ciò che faccio lo dedico con il cuore, non sono superficiale. Odio l'apparenza e le false amicizie. meglio non dare che dare poco.... Rosita
Commenti (2)
Versi leggeri che sfumano nel leggerli come la luce leggera del vespro che giunge. Quasi sembra una magia... Molto piaciuta.
Qualcuno ha definito questa poesia "sonetto", ma io, pignolo e preciso (solo in fatto di poesia!), aggiungere anche una parola e lo definirei "sonetto improprio", in quanto la suddivisione sillabica dei versi non mantiene unitarietà, ma spazia dal novenario al dodecasillabo, contrariamente a quanto prescrive la regola del sonetto. Ma questo non è certamente un difetto della poesia, che si snoda anzi in un armonico procedere nel descrivere con sentimento la semplice malinconia della sera. Una poesia azzeccata dunque, e che appare scritta, finalmente, fra tante che leggo, per dare sfogo ad un impulso dell'animo e a non cercare, con frasi ad effetto ma banali, l'elogio incompetente di troppi che non capiscono un'acca di cosa sia la poesia

