Origlio
Giovanni Monopoli
774 poesie pubblicate
+ Segui

Adagiata tra le braccia di Morfeo, indivisa
col sonno bussato dolce nel suo appiglio... io origlio,
le palpebre chiuse son lì a sognar soffice giaciglio
mentre una tenue luce illumina il suo bel viso.
Nei silenzi della notte, l’osservo,
come il dì al suo essere con me ... luminosa
nel soffuso chiarore la mia mano la cerca...
il mio protervo,
sul cuore così fremente essa si posa
e nel turbinio dei sensi,
io l’essere ansioso,
ne assaporo ogni battito, candore così intensi.
Nelle tarde ore i respiri suoi ancor origlio,
lì catturo per portarli in serbo coi nati bisbigli,
lì cullo teneramente in riparo sino al mattino
per donarli al risveglio suo a me vicino.
Lo sguardo segue le movenze,
si plana su di lei con semplici carezze,
nei frammenti di tempo offerti dalla luna,
s’acquieta speranzoso senza timor alcuno
col bramato desiderio d’un suo aprirsi
e nelle trame sospirose d’amor... in aurora
lo scoprirsi
affinché possa al fin amarla ancora.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giovanni Monopoli
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
