Lettere

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Mi è piaciuta fino a quel "quando me ne andrò"... da là il testo smarrisce quella straniante voce perentoria dei versi precedenti, per perdersi in una discorsività che indebolisce la luminosa stasi delle prime tre "strofe" (luminosità (e) statica ben descritta pure dalla forma e dal ritmo lento e "coronato", come si direbbe in musica).
Espressività, un incanto di versi. Il ritmo lento è una scia avvolgente che abbraccia l'anima mentre scrive gocce di nostalgia con l'inchiostro del cuore. E penso a qualsiasi opera... lì esposta, intorno c'è chi l'ammira e chi cerca di carpirne il metodo, chi la studia... ma solo chi la imprime e poi chiude gli occhi, poi la sogna portandosi via la parte migliore.
Poco da aggiungere se non mettere un accento particolare sulla polvere del tuo silenzio, quindi un silenzio di lunga durata e il ritmo stesso della poesia prende forma viva avviandosi con riguardo alla chiusa.


