"Tenebra malata"
Stefano Drakul Canepa
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Già da qualche notte c'è silenzio
e nel lontano tempo della strada
soffia un vento buio, lamentoso
che rompe i sigilli del ricordo
Palude insana, senza misericordia
e traccia sorda di una vana meta
che fa dell'alba speranza inquieta
di un sole a corrodere la stanza
Già da qualche luna muore il suono
pianto di gelo a dispetto del perdono
che mente una carezza sul dolore
nato per gioco con il lontano vuoto
Luce defunta, senza più vergogna
per dimenticare una stella immonda
che ruba il cielo alla mia speranza
di pioggia e sale, fiele che rimane
Su gocce stanche di tenebra malata.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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M
Marco Della Fiore12 giugno 2014
E' un testo molto interessante. Possiede il dono della parola semplice che si rigenera poeticamente. Il tono cupo, di presagio, è ben sostenuto quasi in tutto il testo, cedendo a mio parere nel finale, lasciandosi un po' andare al gusto del vaticinio e ad una eccessiva descrittività (soprattutto, dal punto di vista sintattico, è troppo articolato 'sto finale). Lo stesso per la chiusa, altisonante, d'effetto e lontana dallo stralunato e gustoso stile delle prime "strofe".
