Il destriero della notte
Giorgia Spurio
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Fragili di bianche nebbie,
i fantasmi ospitano falene nelle bocche.
Pietre di fiumi pieni e veleni
tra le mani degli angeli.
È oscuro come il dito
che morde il cielo
immergendo stelle nello stagno.
La luna s’annegherà
come dal nido la farfalla
fino alla morte,
sbatterà le ali, forte,
per salvare i piccoli dalle foglie.
Hanno giade e perle,
le ombre, tra le stoffe
delle vesti e delle fedi.
Sarà come il mondo
a testa in giù, come il gesto
dell’ultima falena,
bianca di vene
oltre le reti.
Dì, di bagliore,
di nuovo ridonami pace
dal buio,
come il silenzio rivoglio
il bacio...
da crisalide che nasce l’inferno,
vortice che nuvole ripetono
e dall’aria si spezza,
la parola del sincero,
e se fosse falena
di nero il volto, come il destriero
del sogno,
si nasconde dalle tenebre,
e tolto d’incolore il viso,
è lì che s’accende di luce.
Stella che s’abbaglia,
cieco il corsiero,
dalle fine alate gambe,
luna d’acqua e lacrima
d’amalgama e grazia,
nuota come trasparente
azzurra e lattea, onda ad altra onda,
il veliero,
barca gracile, e sulla schiena, l’anima.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo12 giugno 2014
E rimango senza fiato... le sensazionali emozioni che sanno trasmettere i versi dell'Autrice... sono ineguagliabili... Ci si perde nelle stupende metafore... nelle sue immagini di alto valore poetico... E quel frammento d'anima che s'invola nel sogno... si veste dei colori della notte e dell'oblio... scorrendo i ricordi e speranze... come immagini tremolanti tra ombre e misteri... Molto apprezzata...

