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Erotismo 12 giugno 2014 · lettura 2 min · 5057 letture

Rosa

M
Massimo Curzi 195 poesie pubblicate
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In principio furono i capricci di bocche audaci nell'inseguirsi per pigliar e donar baci, poi si levò un desio leggero della voluttà, araldo fidato e fiero. Mani golose, pazienti e crudeli sfioran capelli, spoglian da veli, sbocciano, in sì fatti momenti brividi, sussulti e fiochi lamenti. Lingua sinuosa a saggiar ciliegie sode s'accaldano le virtù e la libido esplode, eppur non paga di si tal delizia al fior più bello, adagio, ripara con letizia. Ora al lieve sipario astante si pone in opra in un istante e come valente moschettiere vibra colpi, atti al godere. La rovente lama vigorosa sfida a duello la lasciva rosa ne insegue tenace il piacere fin negl'antri dell'ardente bracere. Oramai pasce il sommo epilogo soffia il fuoco a sfamar il rogo, al galoppo il dilagare si fà imminente dell'arma la carica si fà possente. I sensi si dan alla ribellione l'estro vira alla mera passione, e il cavalier focoso non s'arrende in battaglia il suo onor risplende. Alla fine, per tirar fiato, un po di fusa ma la rosa ormai non più illusa reclama al tenace assediante, che si ristori lesta, l'alleata amante. Ma invero, la sua volontà vuole affetti d'altra attività, a far fronte a tal istanza si fà riuso dell'arcaica usanza. Quindi senza spegner il ribollire l'acrobata si dona all'agire sul trapezio dondola capace, e questo si, che alla rosa piace.
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L'autore
Massimo Curzi

" Amo l'atletica perchè è poesia. Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta." (Eugenio Montale) Da tal dire , v'è il mio sentire.

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