Ti parlo

Ti parlo adagio
per non starti
addosso
e dico a questa notte
senza braccia
che il tempo mi minaccia
e tende al rosso.
E le parole
nate per dispetto
si mettono a vagare
sopra il letto
e senza pace
vogliono scavare
il tuo presente
per poi ritornare
al volo antico
perduto indietro al niente.
E mentre tu mi guardi
indifferente
la bocca mia
continua a palpitare
e svela a questo sole
che scompare
nascosto
dietro un’ombra
e il campanile:
“ E’ meglio stare muta
che appassire”.
©
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