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Introspezione 14 giugno 2014 · lettura 2 min · 2388 letture

Brutta anatroccola scrittrice, poi?

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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"Ma chi ti credi di essere?!" domandò lentamente la musa al muso - un incipit importante - pensò, e già annegava nel Nilo la voglia di vino al naso. - prudono i capelli sul volto sgrammaticati minimizzati nulla di romantico mentre batto forte i tasti: o non fungono - a cosce aperte, seduta davanti la tastiera sul letto, lenzuola color sale. sola potrei fingere di nuovo d’innamorarmi di te: lasciami perdere... ti farei male - non volendo – loro non mi vedono pura e nera nera e pura un castigo di cent'anni - voi non mi vedete! - non vedete come io sono! nessuna malformazione evidente, dunque voi non mi credete la mano prende la mela come la vostra mano la prende come una lingua prende un pene uomo o donna – eguali tenzoni... distrazioni la pancia gorgoglia tempesta tutto appartiene al creato buono: occhi ai loro abbocchi papille e mentine in completa armonia così, naturale: voi non mi credete – la milza traspare – come palle di toro nel piatto le spille appuntate in mezzo la fronte il sangue che corre corre... voi non mi credete, senza pelle – gambe forti forti passioni il peso delle questioni da contrapporre - una bilancia senz’aghi - ecco! dunque voi non mi sapete prude la mia piuma insonne – tu non sai che ti farei male? in un mare d'oggetti, case cose chiese facili disattenzioni tutto ciò che non serve; nessuna voglia... scrivere l'apparente... e se poi, l'alma non dovesse più attendere?!
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (3)

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M
Marco Della Fiore14 giugno 2014

il flusso creativo, l'improvviso, è evidente e forse esposto. Ma resta sempre nei testi di questa autrice la piccola folgore della parola poetica, della siderurgia dei significanti e la gagliarda dislocazione delle tensioni sintattiche. Prima dicevo "forse esposto", forse meglio dire che si lascia l'atto scoperto, si lascia l'osceno, non nel senso delle parole di di pancia come palle, cosce, pene ecc. Ma nel senso proprio di esposto, far vedere quello che si solitamente si nasconde. Solo che poi vedo anche un certo controllo e certa tecnica e ricercatezza. E allora, mi domando, che significato poetico possa avere un'esposizione "ritoccata", "scenizzata", "rappresentata"... Mi riferisco, chiaramente, all'aspetto visivo del testo...

Duilio Martino14 giugno 2014

Ti capisco, oh come ti capisco... Mi ci vorrebbe almeno un paio di pagine per fare un'analisi del Testo. Sei grande, l'innovazione nella Poesia non può essere in ridurre il linguaggio a quello del freddo MSM semmai un arricchimento usando anche termini che meglio si sposano col terzo millennio e senza rinunciare a quanto già esiste (come molti scioccamente pretendono che sia) ... e soprattutto senza rinunciare alla forma, alla ricerca di figure retoriche ed ai suoni che differenziano la prosa dalla Poesia. Una lezione di come si possa innovare... Altro che rutto anatroccolo, qui c'è poesia, quella vera, quella tosta, e detta dal sottoscritto che propenda ad uno stile più classicheggiante, CREDIMI, è GRANDE COMPLIMENTO. Poesia di Sessore.

Francesco Rossi14 giugno 2014

Un incrocio immaginario che sviluppa poetica che pone al centro le passioni da contrapporre, e se l'anima non dovesse più attendere? il vuoto interiore