Melodie stonate, amate
Patrizia Ensoli
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S'insinua lieve la parola
e magicamente, attende d'esser musicata
senza gravità s'innalza fra la gente
tra le pieghe dei vestiti
negli anfratti dentro ai cuori
rare volte, germoglia d'intensità
viaggiando dentro ai corpi
come un sangue ritrovato, intarsiato
Suono d'angeli o demoni
di un vivere annodato
spinge da far male come un masso
accarezzando, precipitando nell'abisso
fino a riesumare quei tesori
a te nascosti
L'anarchia di una chiamata
in presagi della morte
nella voce dell'amore, dentro ai petali dell'arte.
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Commenti (1)
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Catia Dinoni14 giugno 2014
Molto significativi questi versi su come l'uso della parola porti a percorrere i meandri dell'esistenza che accompagna il nostro vagare su questo mondo... parole dette con calore che donano leggerezza, parole usate come lame che pesano come macigni, saperle dosare implica arte e buonsenso... dovremmo reimparare l'ascolto, e lasciar parlare l'anima più spesso senza condizionamenti, sarebbe già un buon punto di partenza.

