Fin dentro il fremito del ventre
Rosetta Sacchi
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Fin dentro il fremito del ventre
seguimi dove l’abisso è fuoco
e l’artificio dei sensi esplode
in congiunzione intima, eterna
Fendimi esplorami nel gioco
ché l’universo è in me in te l’oceano
immenso dove leggero fluttuo
dove ti godo a lenti sorsi,
voracemente io ti godo.
Consacrami al vizio di te, crescente
per divenire di ogni male tu il rimedio
tu la cura per il bocciolo scarlatto
dischiuso tra il niveo marmo
delle gambe. Sempre ti bramo
in adorazione, le mani alle colonne
la bocca all’intima polpa del cuore
E’ già amplesso indovinarti al buio
E’ sogno il rimaner congiunti
accarezzati da silenzio e quiete
La mano al palo e ti domando: dormi?
" No, - tu mi rispondi -
Socchiudo gli occhi,
pensando che ti voglio"
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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