Senza Parole
Maurizio Melandri
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Mi scivolavi dalle labbra
spesso
che afferrarti
era compito ingrato
protesa com'eri
nell'indecente tua voglia
di partorirli nudi
i miei pensieri sconnessi
tremolanti
a volte onestamente folli
Talora invece
ti allontanavi autistica
intirizzita dentro
cristallizzata nel silenzio
sapevo che c'eri
fluttuando a modo tuo
tra stomaco e cuore
solitaria e cupa
intonando
la nostra melodia preferita
Senza parole.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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