Una manciata di amarene
alias Marina Pacifici
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Langue vuoto il paniere
dimenticato in un angolo della cucina.
Ricorda altri tempi,
quand'era scrigno magico fra le braccia di una bambina.
Attende, silente testimone,
nella malinconia e solitudine delle sere,
rinfrancate dalla luce balenante di una lucciola fra i lillà,
confortate dalla carezza di una penna alla pagina bianca,
dall'empito di nostalgia di un cuore sospeso.
Chissà su quale riva di sogno
ombreggerà maestoso l'albero antico,
dalle verdeggianti fronde
lambite dal lago con l'azzurra sua brezza,
nel fruscio del vento amico.
Rubini lucenti erano i suoi frutti
fra le mani speranzose della fanciullezza,
doni generosi dell'estate
indimenticabile
come l'abbraccio fragrante d' amore di un padre,
sole premuroso già prossimo all'eclisse,
nella festa radiosa e senza nubi di quelle giornate.
Rimane in abbandono sulla credenza mesto il paniere,
sognando l'incanto di lontane sere.
E resta ancora nel ricordo una manciata di amarene
dal gusto aspro del rimpianto di stagioni perdute.
Ora che resto io soltanto a ricordare
sul sentiero della memoria
i passi andati
nel canto incessante dei grilli
in estati in bianco e nero, riarse e mute.
©
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L'autore
alias Marina Pacifici
Commenti (1)
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s
santo aiello15 giugno 2014
I ricordi, come ragazzi in un gioco a rincorresi nel vento... un semplice cesto di pane, un nido dell'innocenza di giorni ormai andati... un sassolino che rimuove lo stagno dell'anima, creando onde che riportano indietro il tempo. Poetica ricca, immagini che hanno il sapore di cose perdute. Davvero magnifica. Complimenti!
