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Impressioni 15 giugno 2014 · lettura 1 min · 3057 letture

L'ultimo grido

Ventola raffaele 559 poesie pubblicate
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L'urlo dei vinti echeggiò potente sovrastando il garrire delle rondini la gente in spiaggia ad incrociare calici distratti da una libertà latente. L'ultimo grido incatenato in gola galleggia come bottiglie alla deriva nel mare dei ricordi ormai s'invola chiuso per sempre dentro ad una stiva.
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L'autore
Ventola raffaele

Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!

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Commenti (7)

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Alberto De Matteis15 giugno 2014

In cerca d'una libertà mai conosciuta, alto s'erge quell'ultimo grido di speranza... ma invano. Poesia che deve far riflettere tutte le coscienze animate da buona volontà.

M
Mariasilvia21 giugno 2014

L'ultimo grido nel silenzio del mare, cielo e terra uniti, legati al filo dell'Infinito... Lirica agitata e tumultuosa come dentro i loro cuori alla ricerca di ancore per la salvezza e di certezze migliori per la loro libertà...Tutto si dissolve in un grido, eco fortissimo che ogni "cosa" placa... Grande potenza in questo dolorosissimo frastuono. Chiusa superba!

carla composto21 giugno 2014

un grido ribelle e spontaneo alla ricerca di pace... intensa e sentita lirica...

Julie21 giugno 2014

Libertà sognata come le rondini che inseguono orizzonti di luce, spezzate le ali su onde impietose che uccidono i suoni e inghiottono l'ultimo grido nella buia profondità del mare. Versi pregevoli, merito e lode.

Catia Dinoni22 giugno 2014

L'ultimo grido incatenato in gola... Provoca un brivido freddo questa strofa, mentre poco distante si vivono momenti di serena pace, lì ad un passo dalla salvezza giunge invece la fine. Mi complimento per la composizione, degna di una vetrina.

Azar Rudif22 giugno 2014

Lanciare un grido quando intorno non si avevano più nemici era un segnale usato nelle antiche battaglie per indicare che non vi erano più nemici ed era, allora, l'unico modo per capire chi fosse rimasto vittorioso sul campo in quelle che erano più zuffe che battaglie. In questi versi rivedo quei momenti ove, alla fine, si brinda per aver vinto su un despota (libertà latente) che, probabilmente fugge per mare

Berta Biagini17 ottobre 2014

L’ultimo grido mi ha fatto pensare al momento in cui abbandoniamo quella parte della nostra vita in cui non esiste la possibilità di rivalerci su niente, perché altri osano mettere bocca senza lasciarci esprimere quello che nel cuore batte. Un tornare indietro nel tempo che fa male.