Koi
Diletta Morani
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Donami ancora venti intrecciati,
dove espiro, dove;
tengo i sospiri e nei trecento oceani, eterne spirali:
etere intorno, resta evanescente sulla poesia innocente:
risuona oltre.
Oltre a collimare tu che, e,
qui tu stai.
Saprai riconoscermi:
avrò i capelli sconvolti di certe albe prese di striscio,
come quando mi sveglio storta,
come certe lune, e piango.
Sai come.
E se ti chiamo sai le stagioni.
Stai, tra le desinenze.
Stai dove, e,
a premere sull'ansa del respiro.
Al crocevia dei sogni a sorgere ché,
qui tu stai.
Nell'ingombro dello sterno in dormiveglia.
Un peso di, unisuoni.
Qui, tu stai.
E resti.
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Diletta Morani
Commenti (1)
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Nadia Mazzocco18 giugno 2014
Il buongiorno si vede dal mattino e stamattina sto leggendo poesie spendide, una più bella dell'altra! E questo poema mi ha lasciata senza fiato, versi che colpiscono la mente del lettore ...entrano dentro! Bentito sea el amor che fa scrivere poemi così meravigliosi come questo.

