Asterischi
Riaccaderci, dovremmo. Ecco
così che polpastrelli di un a capo a venire
per dire: noi manoscritti in sospeso potremmo, sì.
Sarà l'invecchiarmi di Giugno
- o il crepuscolo come biografia, ieri, sulla schiena -
che mi detta qualcosa come: a noi che crediamo agli antefatti
somigliano gli asterischi, apici con esito di sensi.
E sono segni di autoritratti, di interni in scompiglio prima
e di occhi poi per un casomai di fotocopie, malfermo.
Le so come me le lettere e l'intensità
di un alfabeto mai rotto - benché la penna e le dita -
e sento che mi sillabano ancora la bocca: ascolta...
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