Sorti di città e di uomini
Che tristezza ci fanno le città
che potevano esser capitali,
che scherzi della storia assai abituali
hanno ridotto in quello stato là!
Dà brividi saper che per un pelo
la stessa Roma nel Trecento visse
ancora, ché un dio volle non finisse
la sua bellezza sotto il sacro cielo.
Ed, al contrario, luoghi dove il niente
un tempo c’era, quasi all’improvviso,
per la fortuna che un dì loro ha arriso,
vanno incontro a un futuro assai splendente.
E’ così sorte dell’umanità:
tante sono le vite individuali
che, colpite del fato dagli strali,
vedon stravolto ciò che poi verrà.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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