"Giudico dai sogni"
Stefano Drakul Canepa
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Giudico dai sogni
dalle tante mattine sullo stesso peccato
reiterato in eterno
con il vento che trema un volto
Evito gli sguardi
perché hanno il peso della luce
e non posso sopportare troppo rumore
sulle spalle ancora deboli
Coltivo il clamore
di un oblio mai cercato
ma assaporato a pena fragile
come le sere nelle strade quasi vuote
Consolo il dolore
accarezzo la pelle malata
con la stessa semplicità di una parola
tesa fra due silenzi mai uguali
Vivo con la dignità dei morti.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (1)
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Massimiliano Moresco24 giugno 2014
Evito gli sguardi perché hanno il peso della luce... chi è sensibile e, forse, introverso, vorrebbe anche partecipare della luce di quelli sguardi ma è consapevole che il proprio mondo soggettivo è troppo prezioso per essere 'violentato' da sguardi troppo indiscreti e giudicanti. Molto apprezzata.

