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Sociale 24 giugno 2014 · lettura 1 min · 2580 letture

Capirsi e annullare

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Si libera lo spirito di amore si colma. Note angelicate da mani esperte diffuse dal nomade musicista errante oltrepassano il confine tra la terra e il mare. Al di là un presentimento di pace tra le diversità. Colore, lingua, nazione, religione in quell’immenso non fanno distinzione.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (6)

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Dorella Dignola24 giugno 2014

Hai molto ragione, dobbiamo avere l'occhio aperto su tutto quanto di bene c'è nella quotidianità di vita della gente semplice. Stupenda poesia di profondità universale. Grazie Francesco.

Grazia La Gatta24 giugno 2014

Bei versi per esprimere (almeno così l'ho interpretata) come tra coloro che praticano le arti, non vi sia diversità; ci si vede come fratelli e sorelle senza distinzione di colore di pelle perché, tutti, figli di Madre Arte. Molto apprezzata

Berta Biagini24 giugno 2014

Mi hanno fatto pensare questi versi anche ai migranti che lasciano la loro terra con una grande speranza – per loro siamo tutti uguali, non fanno distinzioni.

Azar Rudif24 giugno 2014

L'accoglienza è uno dei primi comandamenti delle società civili, ma questo sentimento non deve servire a coprire i veri motivi dello spostamento di enormi masse di popoli e razze che, di sicuro, preferirebbero vivere nelle loro terre ed in condizioni migliori.

Sara Acireale25 giugno 2014

Una bella e interessante lirica che invita alla solidarietà tra i popoli. Il grande genio di Ulm asseriva che "esiste una sola razza ed è quella umana". Detto ciò condivido il pensiero di Azar Rudif e cioè che è un esodo massiccio quello che si sta verificando, penso anch'io che se non ci fossero guerre fratricide e le condizioni fossero normali, molti preferirebbero vivere dove sono nati, dove sono i loro affetti. Che fare? Francamente non lo so, penso che ci vorrebbe un governo mondiale per cambiare in positivo l'attuale stato di cose. Lo SPERO, fermo restante il fatto che dobbiamo considerarci cittadini del mondo

Marisol5827 giugno 2014

Dobbiamo saper guardare oltre le apparenze, oltre al colore della pelle, dobbiamo imparare ad amare. Bellissima poesia.