Invocando Thanatos
Angela Fragiacomo
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posso farne a meno, sai?
gettò la ventiquattrore dal finestrino, striando il cielo di verde -
schizzò sulle strade sfiorando passanti
come cortecce sfregiate dalla sega del padrone
- le buganvillee così buganvillee
le finestre prive di tende e il lato oscuro dell'umano
il fondo del bicchiere
- l'evasione comporta rischi incalcolabili
fratello, ti occorre una lametta e buone motivazioni -
che vita proponi? potrei suicidarmi anche adesso
su questo materasso in mezzo all'oceano
prima che mi divorino
farmi a pezzi
con le mie mani
- la tua finestra è chiusa, nessuna bandiera: chi sei? dichiarati!
senza codice a barre, ti seppelliranno nelle fosse comuni -
Fossa del Madagascar: gattocane letale
letale - comprendi?
comprendi sorella? ehi, tu! porta il tuo musetto qui,
osserva da vicino
minuscole dita nel bozzolo di ragnatela
fuori: il nero;
ci siamo tutti? qualche testa buca la tela - ehi ribelle!
vuoi riconsiderare la morte, con me?
Eros, seminiamo indizi...
tu, Thanatos, vieni!
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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Francesco Rossi24 giugno 2014
La poetessa compie esercizio poetico di grande spessore, il moto della pulsione viene accentuato in maniera particolareggiata e ricca di riferimenti, non vengono usate figure retoriche quindo la valenza poetica assume ancor più spessore. Luminosa la chiusa: pulsione di vota

