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Introspezione 24 giugno 2014 · lettura 2 min · 933 letture

Alla stazione di mille solitudini

alias Marina Pacifici 656 poesie pubblicate
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Brillano i binari in malinconico luccichìo recando il riverbero del mezzogiorno, il sorriso nel ricordo di occhi perduti e cari, antica poesia, che la tramontana troppo presto ha disperso lungo la valle del rimpianto. Nella canicola va il passo quieto del ferroviere lungo la linea fischiettando la melodia di lontane sere, rischiarate dal saluto rosso di un fanale dal coro dei grilli che si levava in un silenzio assorto. Langue il gelsomino rampicante avvinto alla gronda in un abbraccio ai ricordi delle antiche partenze, ora che la stazione deserta misura nella ruggine le lacrime segrete di brucianti assenze. Ecco il profumo amaro del pergolato bianco che sussurra ancora ad un cuore in abbandono negli empiti di una nostalgia che vola distante seguendo la sinfonia di un tempo ormai andato. Tra i binari riarsi dal bacio senza parole di un lungo addio tremano fiori d'oro sfiorati dal volo di rondini protesi ai raggi del sole. Narrano le mille solitudini mute, i sorrisi dimenticati lungo la banchina, gli abbracci strappati alla campanella, i viaggi finiti, i rovi e l'eco di anonime inquietudini sospese nella polvere dell'antica sala d'attesa. E l'ultimo treno si allontana accompagnato dalla tremula carezza di commiato di un papavero tra il frinire di cicale e malinconico sferraglia mentre incombe l'ombra della solitudine nella memoria che più del sole riverbera ed abbaglia.
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alias Marina Pacifici
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Commenti (1)

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Francesco Rossi24 giugno 2014

Immagini poetiche do spessore in un verseggiare di consapevolezza, si presenta al lettore con gran stile.