"Sulla strada spenta"
Stefano Drakul Canepa
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Il cielo è una ferita aperta
e verso sera quando la pioggia cade
il vento non ha la forza
di accarezzare questa terra nera
Solo il silenzio può restare
fra le stanze vuote, scure
che pretendono il nulla fra le cose
ancora vive di sogno e luce
Buio fra i respiri in ansia
di credere che il giorno sia un gioco
e la notte una consolazione
per chi ama spegnere le nuvole
Solo il deserto può restare
con le sue tracce di colore ambrato
e le danze a tagliare l'aria
per le prossime follie di stella
Con il ghiaccio dei colori cupi
Sulla strada spenta.
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Catia Dinoni24 giugno 2014
Buio fra i respiri in ansia di credere che il giorno sia un gioco e la notte una consolazione per chi ama spegnere le nuvole Questa strofa su tutte, mi ha talmente emozionato... c'è la percezione reale di una ferita che duole e non smette ancora di sanguinare, il tutto ed il niente che avvolge fra le tonalità di un colore cupo... sull'anima. Mi ha dato la sensazione di freddo addosso, sempre al top.
Elena Poldan25 giugno 2014
Tenebre nell'anima, sola e malinconica, quando il deserto diventa l'unica strada percorribile e la notte una compagna fedele. Ammalianti versi che trascinano in deliri di nebbia e arsura.


