Le acque
Francesco Cavallari
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Il canto degli uccelli,
il fruscio delle foglie
e del rivolo d’acqua
sono soli nella quiete
ad emanare le voci
all’ombra degli abeti.
L’acqua perenne scorre
penetrando nei meandri selvatici
fino a perdersi.
Infilo inebriato le dita nella fresca acqua
dilatando le piccole onde
fino a dileguarsi.
In questi fausti eventi
osservo distaccato il quadro
nel cernere i ricordi passati
nel rischiarare il sogno dapprima confuso.
Seguo altresì il sentiero delle acque
fino a quando affluisce al mare
con bramosia del sapere
ma l’impotenza di fronte all’orizzonte
tiene a freno l’intento
e, attenendo al suo principio,
rimando ad un altro giorno
le altri voci, ancora lì, da ascoltare.
©
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Francesco Cavallari
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