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Amore 25 giugno 2014 · lettura 2 min · 3941 letture

Vi dico

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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avrei un tavolino pieno di concetti e di poesie giocattolo per farvi divertire un piede per darvi direzioni e una parola per difendervi dalle paure ma più non so ora che parlo la lingua degli specchi come riflettere meglio i vostri occhi nei miei la pioggia la raccolgo con le mani per costruire una sete di fiori vedete: si nasce scomodi al mondo ignari al tempo e il meglio dovete inventarlo voi credetemi sulla parola: che per seguire una formica basta un dito che salti una pagina di Faulkner e siete con un piede fuori dalla guerra col naso a un passo dalla morte pregate il dio della mollica di pane e vi dico leggete: e che vi sia d'auspicio: e scrivete scrivete dove capita un sorriso scrivete un prato accompagnate in soffitta un trenino date una forma al viso che vi chiede dite questo è il racconto di mio padre che ebbe una fiaba nell'orecchio e sulla bocca una barca di mare imparate che questo è un giardino: questo un odore di erba bagnata le pesche nascono da sole -cadono nostalgie da questo cassonetto i gatti scappano impauriti alcuni entrano nelle poesie altri si perdono dietro le vostre bolle di sapone
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(a G. e L.)

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (4)

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Elena Poldan25 giugno 2014

Un'eredità importante quella che si legge fra questi versi, dove la vita viene descritta come un aquilone che vola incurante delle nostre smanie e la virtú sta nel lasciarlo andare, nella direzione del Sole, senza troppe catene e senza tremare. Come sempre una scrittura che varca i confini, oltre ogni schema per trascinare nel mare della libertà, in contatto con la parte di noi più vera: l'essenza, o anima che dir si voglia.

Sergio Melchiorre25 giugno 2014

Il poeta descrive lo stato d'animo della nascita di una poesia dove"i gatti impauriti scappano" e gli altri, forse più sprovveduti, "si perdono dietro le vostre bolle di sapone".

Amara26 giugno 2014

trovo che la strofa centrale lo sia in ogni senso... un bel discorso, fra terra e altezze un discorso che è una poesia...

poeta per te zaza21 novembre 2014

Una poesia del vero sentire, del vero saper scrivere per comunicare. "si nasce scomodi al mondo ignari al tempo e il meglio dovete inventarlo"