Reminiscenze

Ascoltai,
nel tepore d'estate,
i passi leggeri del tuo cuore
farsi strada
tra le ombre,
fragranti e sinuose
del glicine di seta,
mi persi, allora,
nelle melodie
dolci e astruse
del canto di un'anima,
nel roseo abbraccio
dei fiori del pesco,
ancora fanciulli.
Rubai al Sole
un raggio d'oro,
uno soltanto
ne colsi,
per far nascere
arcobaleni,
ad ogni lacrima
del tuo sconforto,
un soffio di brezza,
quasi alito d'eterno,
ci sospinse lassù,
un lembo di cielo
come dimora,
nel limo di nuvole
e umidi baci
cresce ora
il nostro amore
e sai, tesoro,
è il più bel fiore.
©
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