Il passante
Mariella Pennisi
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Notti cupe e di foschia,
manca l’aria, è un’agonia!
S’intravede piano piano
un passante da lontano,
un fardello porta appeso,
il suo volto è ormai segnato,
ha perduto i suoi tesori
in una vita senza amori!
Si avvicina e qui si siede,
gira gli occhi e poi mi vede:
“Io vigliacco son fuggito,
senza sosta ho tradito,
ho tramato e fatto guerra,
sono un uomo senza terra!
Adesso vedo questi occhi,
oh fanciulla addolorata,
riconosco la tristezza
tante volte procurata,
non sprecare questo tempo
in affanni e amarezza!
Lui non ama
e non aprezza
la purezza del tuo cuore.
Si trastulla nei lamenti,
vittimismi veri e finti.
Te diffama nei suoi versi
elaborati e spesso falsi!
Tu sfiorisci oh mia signora
lui non vale tanta pena,
lo so io anima impura!
Non c’è tempo per rimpianti
ipocrisie e vani pianti.
Adesso va'
sicura e fiera,
porti in grembo una creatura,
cresce in te
è la tua cura”.
Cerco invano quel passante,
ho sognato,
son sicura!
La mia mano sfiora il grembo
e un sussulto mi procura:
un cuore batte
io lo sento,
è il mio bimbo,
un dono Santo!
©
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L'autore
Mariella Pennisi
Leggendo nutriamo le nostre anime, scrivendo liberiamo i pensieri in forme infinite...
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