L'ultimo angelo nero
You Don’t Know Me
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vissuto nel baratro del disincanto
vola all'orizzonte del buio
ai confini dei sogni incubo
senza fine
viaggio senza ritorno
volo senza ali
e dentro il petto tutti
i mali del mondo
tracce di zolfo sul
volto un ghigno
preda o predatore solo resta
i suoi demoni nella testa
a fargli compagnia
l'ultimo angelo nero
nero come la notte nelle tenebre
accucciato tra le mani fumo
resti di sangue rappreso
dalle sue vene uscito
reciso ha il suo cordone
col mondo intero
spoglio di ogni barlume
di speranza su questa follia che
avanza ha steso un velo
il suo sudario di lino
pronto all'uso
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Azar Rudif27 giugno 2014
Non è un demone di quelli classici. Quelli non abbandonano mai la presa, sopratutto quando sentono odore di vittoria. Questo è il demone della ragione che vede la follia umana e se ne rattrista. E' quella parte che abbiamo dentro che percepisce, a volte, la realtà.

