Non sarò mai il poeta
Non sarò mai il poeta del giorno
né quello del mese
e tanto meno quello dell’anno
Non sarò mai il poeta da incorniciare
da acclamare o commentare
il poeta sugli scudi
di poesie paranormali
Non sarò mai poeta dei sussidiari
di poesie patinate e sorridenti
colonne di applausi
nella bacheca dei perdenti
Non sarò mai il poeta dei poeti
perché non vedo niente oltre la luna
non vedo niente oltre il cielo
e l’infinito è la mia fortuna
Non sarò mai quello che non sono
perché racconto solo
del vibrare delle vene
di quello che vedo
e quello che ogni giorno mi succede
del mio amore sparso tra le pieghe
di spine conficcate nel midollo
di pene che sguazzano nel cervello
e della gioia di afferrare quel momento
tra le stelle che brillano
mentre gli occhi miei si riempiono
di magiche lacrime che accarezzano
l’anima di un poeta che non trova pace
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
D
Dorella Dignola29 giugno 2014
Dolce e profonda introspezione, ricchissima di spunti che nel negativo affermano la realtà del vero poeta. La poesia è la più alta delle arti (Shopenhauer) e quando il poeta si sente arrivato a quelle altezze, perde il senso di sè e dimostra di non aver mai iniziato a salire. Complimenti.